FAQ

10 domande e 10 risposte sul factoring

Il factoring è un’alternativa al finanziamento bancario?

Il factoring è un supporto gestionale ed una tecnica finanziaria, rivolti a soddisfare le esigenze di gestione dei crediti di fornitura da parte delle imprese.

Il factoring comprende diversi servizi:

amministrazione
gestione e incasso dei crediti
assistenza legale nella fase di recupero dei crediti
valutazione dell’affidabilità della clientela
anticipo dei crediti prima della relativa scadenza
garanzia del buon fine delle operazionii.
Il factoring non è dunque un’alternativa al credito bancario, ma certamente presenta una componente finanziaria che può essere utilizzata in via complementare alle altre fonti di finanziamento a disposizione dell’impresa.

Le banche sono inoltre le promotrici delle più importanti iniziative di factoring nel nostro Paese, attraverso sia la costituzione di società di factoring specializzate sia lo svolgimento diretto dell’attività, e rappresentano uno dei principali canali di conoscenza del factoring da parte delle imprese.

In effetti il factoring può essere un elemento non indifferente di consolidamento dei legami di clientela, dato che esso privilegia una relazione duratura con l’impresa, in modo da poterla affiancare durevolmente nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti.

A quali imprese può essere utile il factoring?

Il factoring è utile per le imprese che non riescono a riscuotere regolarmente i crediti e per quelle che vogliono affidare ad uno specialista la gestione ed il controllo del portafoglio crediti

La necessità del factoring si manifesta quando vi è uno squilibrio tra le esigenze della politica di credito commerciale dell’impresa (relative ai termini e condizioni di pagamento da concedere alla clientela che ne acquista i prodotti/servizi; ai fondi da impegnare per “sostenere” finanziariamente le dilazioni concesse; alle forme di regolamento; al controllo del rapporto; alle procedure di incasso e recupero dei crediti) e le risorse che l’impresa può mettere autonomamente in campo.

La domanda potenziale è dunque costituita dalle imprese che manifestano un “fabbisogno di factoring” connesso alla sua connotazione gestionale (amministrazione, controllo, riscossione, assicurazione dei crediti) e finanziaria (valutazione della clientela, integrazione delle linee di credito tradizionali grazie allo smobilizzo anticipato dei crediti).

Nel mercato italiano il factoring coinvolge attualmente un’ampia gamma di settori merceologici ed imprese di ogni dimensione.

Secondo l’indagine sulla domanda di factoring delle imprese italiane, il factoring è utile per le imprese che non riescono a riscuotere regolarmente i crediti e per quelle che vogliono affidare ad un operatore specializzato la gestione ed il controllo del portafoglio crediti, ma anche per quelle che non possono accedere al credito bancario. Tuttavia, il razionamento del credito bancario è agli ultimi posti tra le motivazioni del ricorso al factoring da parte delle imprese utilizzatrici.

Quali sono le modalità più idonee di utilizzo del factoring?

Il factoring privilegia una relazione duratura con l’impresa in modo da poterla affiancare nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti che sorgono nell’esercizio dell’attività

Il factoring è tipicamente orientato ad una relazione duratura con il cliente, piuttosto che ad una specifica transazione, in modo da poter affiancare l’impresa nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti.

Le operazioni oggetto dell’intervento tipico degli operatori del factoring (società di factoring e banche) si inseriscono in rapporti di natura commerciale e sono accompagnate dalla cessione di crediti d’impresa. Il factoring può riguardare anche crediti futuri, in relazione a contratti ancora da stipulare, crediti relativi a operazioni finanziarie, crediti di natura fiscale.

Il factoring può inoltre riguardare i crediti dei fornitori nazionali (gli esportatori) verso gli acquirenti esteri ed i crediti dei fornitori esteri verso i debitori nazionali (gli importatori).

L’esigenza di recupero degli insoluti è all’ultimo posto tra le motivazioni del ricorso al factoring da parte delle imprese italiane.

Le imprese che utilizzano il factoring da più tempo e in maniera sistematica ne apprezzano maggiormente i vantaggi e le specificità, sfruttandone al meglio le potenzialità e godendo degli indubbi benefici che esso può portare alle diverse aree dell’attività aziendale.

Quali sono i principali vantaggi del factoring?

Velocità e sicurezza nei tempi di erogazione dei fondi, garanzia del buon fine dei crediti dell’impresa e contributo alla gestione dei crediti sono i principali vantaggi del factoring apprezzati dalla clientela
Sono questi i tre principali elementi di soddisfazione indicati dalle imprese clienti che mostrano un livello di apprezzamento del rapporto di factoring più che adeguato nella maggior parte dei casi.

Dal punto di vista finanziario, in particolare, il factoring consente principalmente di ottimizzare la programmazione degli incassi. Altre funzioni svolte dal factoring dal punto di vista finanziario sono la copertura di necessità di fondi (in particolare per le imprese di dimensioni minori), sia di natura temporanea che cronica, e il supporto alla crescita del fatturato.

Il factoring è comunque un servizio ad elevato grado di personalizzazione, in relazione alle caratteristiche ed alle esigenze manifestate dalla clientela.

Qual è il grado di diffusione del factoring tra le imprese?

Il factoring è ancora uno strumento poco conosciuto dalle imprese, che pure lo utilizzano con crescente frequenza

In realtà le imprese conoscono poco le caratteristiche del factoring. Ciò dipende principalmente dall’insufficiente cultura finanziaria, così come dalla non adeguata informativa messa in atto dalle banche e dalle società di factoring.
Il factoring è peraltro uno strumento ormai consolidato nell’ambito del sistema economico e finanziario. Esso è presente in Italia da più di quarant’anni e coinvolge decine di migliaia di imprese.

In generale, le imprese che dispongono di una più consolidata esperienza relativa al ricorso al factoring, ne apprezzano di più i vantaggi e le specificità e ne fanno, in ultima analisi, un uso “corretto”, che si manifesta anche in giudizi di convenienza metodologicamente più validi e sostanzialmente più favorevoli. Le imprese che conoscono e/o utilizzano meno (o male) il factoring sono sovente vittima dei luoghi comuni in argomento, esprimono giudizi sommari, non sempre adeguati alla situazione reale del mercato del factoring, e raramente sfruttano le opportunità che il ricorso al factoring può proporre.

Una larga parte delle imprese utilizzatrici oggetto dell’indagine sulla domanda di factoring in Italia giudica utile continuare in futuro il rapporto di factoring ritenendo anche che lo strumento sia destinato a svilupparsi nell’ambito dei rispettivi settori di appartenenza.

Quali effetti produce il ricorso al factoring sui costi di gestione dell’impresa?

Il factoring può consentire un risparmio nei costi che l’impresa sostiene per la gestione dei crediti di fornitura, grazie all’esternalizzazione delle relative attività di valutazione, amministrazione e controllo.

Il factoring può consentire un risparmio nei costi che l’impresa sostiene per la gestione dei crediti di fornitura.

Affiancare l’impresa nella gestione dei crediti commerciali significa gestire, secondo una logica di outsourcing, una funzione che richiede elevata specializzazione: l’impresa viene così alleggerita dei relativi costi di struttura, che vengono sostenuti dal factor (società di factoring o banca) con maggiore economicità, grazie alle economie di scala che caratterizzano, ad esempio, la raccolta di informazioni sui debitori ceduti, ed alle sue competenze di specialista nella gestione dei crediti.

Il factoring consente inoltre di trasformare costi fissi connessi alla gestione diretta del credito in costi variabili (la commissione di factoring).

Certamente la possibilità di pervenire ad una sostituzione dei costi tradizionali di gestione dei crediti con il costo del factoring, esternalizzando le attività di amministrazione e controllo dei crediti ed affidandole al factoring, dipende dall’estensione nel tempo e nello spazio del ricorso al factoring ed è quindi più probabile in un uso duraturo ed esteso del factoring da parte dell’impresa.

Come si calcola il costo reale del factoring?

Il Il factoring è un servizio più complesso e a maggiore valore aggiunto rispetto al credito bancario. Per valutarne la convenienza, i termini di confronto adeguati sono il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale

Il factoring non è direttamente confrontabile con strumenti finanziari tradizionali, quali ad esempio il credito bancario, in relazione alla presenza della componente di servizio gestionale.

Il ricorso al factoring comporta infatti il sostenimento di due ordini di costo:

• il costo finanziario (interessi), relativo al finanziamento implicito nel pagamento del credito prima della scadenza; gli interessi praticati dal factor sono in linea con i tassi del mercato, tenuto conto delle caratteristiche della clientela e del rischio delle operazioni

• il costo amministrativo (commissione), relativo alla gestione ed eventualmente alla garanzia di buon fine del credito; la commissione dipende dalla tipologia di servizi offerti e dalle caratteristiche (scadenze, importi, ecc.) dei crediti ceduti.

La convenienza del ricorso al factoring dipende allora dal confronto tra oneri amministrativi e finanziari tradizionali e oneri di factoring.

È inoltre importante valutare la destinazione dei flussi finanziari liberati attraverso lo smobilizzo dei crediti. I fondi finanziari anticipati grazie al factoring possono essere infatti utilizzati dalle imprese per rimborsare debiti in essere, oppure per finanziare lo sviluppo delle vendite.

Secondo l’indagine sulla domanda di factoring, le imprese più esperte nell’uso del factoring e quelle che lo utilizzano in maniera sistematica sono più consapevoli della complessità del factoring rispetto ad altri strumenti finanziari tradizionali, e ne valutano correttamente la convenienza confrontandone il costo con il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale.

Quali sono gli effetti del ricorso al factoring sulla gestione d’impresa?

Il factoring produce effetti positivi su diverse aree dell’attività d’impresa, interessate dalla gestione del credito commerciale

Il factoring produce numerosi effetti sull’attività dell’impresa, interessando le aree coinvolte dalla gestione del credito commerciale:

La contabilità

Il factoring comporta una semplificazione della contabilità clienti, una sostituzione di costi fissi con costi variabili, un alleggerimento delle poste di bilancio che riguardano il capitale circolante

La politica commerciale

Il ricorso al factoring può condurre ad un aumento del volume d’affari dell’impresa, grazie alla possibilità di smobilizzare crediti non ancora scaduti e quindi di liberare risorse finanziarie per lo sviluppo dell’attività

La politica finanziaria

Il ricorso al factoring comporta un aumento della velocità di circolazione del capitale d’esercizio, attraverso un accorciamento del ciclo monetario (dal pagamento degli acquisti delle materie prime all’incasso delle vendite dei prodotti finiti) e riduce il fabbisogno finanziario dell’impresa.

L’organizzazione

Il factoring comporta una modifica delle funzioni dedite al rapporto con la clientela, concentrandone l’azione sugli aspetti produttivi e commerciali.

L’uso del factoring segnala che l’impresa ha difficoltà finanziarie o di rapporto con i clienti?

La cessione dei crediti nell’ambito di un rapporto di factoring è un fatto normale della vita aziendale
Al contrario, la cessione dei crediti nell’ambito di un rapporto di factoring è considerata un fatto normale della vita aziendale ed, anzi, può rappresentare un segnale che l’impresa fornitrice è “gestionalmente” valida, cioè attenta al governo dei propri crediti ed alla programmazione dei flussi di cassa ad essi conseguenti.

Le istituzioni europee hanno raccomandato agli Stati membri di facilitare presso le imprese la diffusione del factoring, quale strumento utile ad una più efficace gestione dei crediti oggetto delle transazioni commerciali.

Solo chi non conosce e non utilizza il factoring tende, in alcuni casi, a considerarlo uno strumento finanziario marginale e/o di recupero di crediti problematici e di conseguenza attribuisce il ricorso al factoring alla presenza di problemi di finanziamento e di deterioramento della qualità del portafoglio crediti, associandolo in ultima analisi ad una situazione di difficoltà dell’impresa.

Quali sono le conseguenze dell’uso del factoring in ottica di vigilanza prudenziale?

Il ricorso al factoring può migliorare, in ottica di vigilanza prudenziale, la posizione dell’impresa nei confronti dei propri finanziatori
La normativa di vigilanza prudenziale (cd. “Basilea III”) induce le banche e gli intermediari finanziari ad una valutazione più attenta ed analitica dei rischi di credito, in particolare rafforzando la relazione tra il reale rischio dell’impresa finanziata, da una parte, e il prezzo e la quantità del credito erogabile, dall’altra.

In questo contesto, l’uso del factoring può sicuramente contribuire a migliorare la posizione dell’impresa nei confronti dei finanziatori, con potenziali effetti positivi sulla disponibilità di fondi e sui costi dei finanziamenti.

Il factoring infatti consente all’impresa di alleggerire l’indebitamento, migliorando la propria struttura finanziaria, e di migliorare la gestione della tesoreria, riducendo l’incertezza sui flussi di cassa futuri. Il factoring inoltre fornisce un impulso al capitale circolante, favorendo quindi lo sviluppo dell’impresa.

Dal punto di vista degli intermediari finanziari, infine, il credito commerciale sottostante il rapporto di factoring accresce le aspettative di recupero dei fondi anticipati in caso di default del cliente e riduce il requisito di capitale connesso all’operazione, contribuendo a migliorare la combinazione quantità/costo del credito per le imprese che utilizzano lo strumento.